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06/09/2010
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Eluana, il Tg2 e la fine dello Stato laico
Pubblicato il: 04.02.2009

Credevamo che il nostro fosse uno stato laico. Credevamo che ilservizio pubblico radiotelevisivo fosse chiamato a rispettare anchequesto: la laicità dello Stato o almeno il pluralismo religioso, oltreche politico e partitico.

Evidentementecosì non è. Ce lo ha chiarito oggi il Tg2 nell’edizione delle 13,affidando a un giornalista il compito di chiosare la ricca pagina diapertura sulla vicenda di Eluana Englaro  con una sorta di editorialeche partendo dalla lettura del Vangelo di oggi  sul miracolo dellaresurrezione della figlia Giairo, auspica “un miracolo, un Dio equalcuno disposto ad ascoltarlo”.

E ironizza sul nome dellaclinica dove Eluana è stata portata: “La quiete”. “Ma non era quiete -si chiede il giornalista - a Lecco con le suorine che l’hanno accuditaper anni?” per poi aggiungere “E dov’è il suo papà ora?”.

Ancheil Presidente della Camera Gianfranco Fini ha invitato oggi al doveredi rispettare la famiglia di Eluana. Vale anche suo padre, che -vogliamo ricordare al Tg2 -oggi come sempre è vicino alla figlia, nellasperanza di vedere esaudito il suo desiderio di non essere costretta avivere come un vegetale.

Rispetto chiediamo noi anche per le“suorine”, che sono delle infermiere professioniste che prestano laloro attività in un contesto difficile, duro e doloroso. Non delle“suorine” dunque, come vuole un’icona maschilista e  poco rispettosadel lavoro svolto, ma delle operatrici sanitarie che operano inconvenzione con il servizio sanitario nazionale.

Daniela De Robert

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