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06/09/2010
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Conigliette a Sanremo, così si umiliano le donne
Pubblicato il: 30.01.2009

Dopo Mike Tyson, condannato a sei anni di galera per stupro, adesso è la volta delle conigliette di playboy. Sembra proprio che il festival della canzone di Sanremo per fare ascolti abbia bisogno di umiliare le donne.

Violenza e sesso - si sa – funzionano sempre. Se poi il tutto è condito da personaggi famosi meglio ancora. E così dopo le vallette bionde e brune da affiancare come oggetti della scenografia al conduttore, quest’anno Paolo Bonolis ha scelto di portare “le più belle conigliette di Playboy”. 

E, mentre in Italia i recenti casi di stupro provocano allarme, paura e voglia di repressione, la televisione pubblica sceglie di proporre, in uno dei programmi di massimo ascolto, dei personaggi espressione di una cultura che alimenta proprio il disprezzo verso le donne, una cultura in cui la donna è ridotta al suo corpo, a un oggetto del desiderio e del piacere, al servizio dell’uomo. Una cultura che è alla base della crescente violenza contro le donne, silenziosamente diffusa nel focolare domestico, ma - come ci racconta la cronaca di questi giorni - anche fuori, nelle strade, nei quartieri, nelle periferie.

Troppa violenza nei telegiornali, tuonava qualche giorno fa il ministro ella cultura Bondi, criticando i Tg per l’eccesso di cronaca nera, la stessa usata per creare l’allarme sicurezza nel paese. Chissà se si accorgerà di quest’altra violenza che trasuda dagli schermi televisivi.
Ancora una volta in nome del servizio pubblico.

Daniela de Robert

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