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06/09/2010
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Vorrei 'il meteo dei TG'
Pubblicato il: 06.01.2009

Un osservatorio che ogni giorno pubblichi il resoconto della giornata sul fronte dell’informazione sociale, indichi censure e storture, segnali le notizie possibili del giorno dopo, ne verifichi il trattamento.

Vedo un tg nazionale del servizio pubblico (21 Dicembre) e in una sola edizione trovo:
- pastone politico dell’invidiabile pezzatura di 5’15” circa;
- inviato in Francia per scoprire tutto dello Champagne nell’imminenza del Natale (1’30”);
- inviato a Dubai, destinazione à la page per ferie di fine anno (1’30”).

Tutti servizi realizzati con professionalità, par condicio impeccabile nel pastone politico, ma l’insieme ha il sapore di una Italia finta, trepidante per l’ultima dichiarazione in politichese, festaiola e benestante, pensosa sulla scelta tra le vacanze possibili. E’ solo un esempio di quanto l’industria della televisione riesca –se vuole- ad allontanarsi dalla vita reale, dalle sue povertà, dall’ansia di arrivare alla fine del mese, coprendo tutto con una pioggia di sogni mediatici. L’intervento di Daniela De Robert va ben oltre la denuncia per entrare nel campo della raccolta dei dati, della analisi rigorosa e documentata, dei numeri che parlano da soli.


Allora, essendo ormai acclarata l’inidoneità dell’attuale Ordine dei Giornalisti a svolgere un ruolo di tutela della qualità, salvo qualche raro caso di intervento disciplinare buono solo a salvare coscienze, propongo di:
- pensare a un osservatorio stabile sulla qualità della informazione sociale che pubblichi quotidianamente (in internet, tramite agenzie o con qualunque mezzo) il suo “bollettino meteo” e le sue “previsioni per il giorno dopo”.
- affidarne la gestione a un gruppo di volontari, ovviamente anche non-giornalisti: penso in particolare a studenti e studiosi di statistica, sociologia, scienze delle comunicazioni.
- fare tesoro delle esperienze già avviate dalla Comunità di Capodarco, dall’agenzia RES, dagli incontri annuali di “redattore sociale”.


Qualche Solone della professione dirà che così si scheggia l’autonomia dei giornalisti ? Rispondo che la qualità televisiva è un bene irrinunciabile, che i giornalisti hanno avuto decenni per dotarsi di strumenti di garanzia della qualità, e che ancora non lo hanno saputo fare. (06/01/09)

Maurizio Blasi

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