Il Gruppo di Fiesole alla manifestazione per i diritti umani
Pubblicato il: 10.12.2008
Saremmo potuti essere molti di più ma quelli che c’erano ce l’hanno proprio messa tutta. C’erano i giornalisti, tutti quelli che ti aspettavi di incontrare. Piace sperare che ci fosse anche qualche faccia nuova. C’era anche il Gruppo di Fiesole, confuso tra tutte le altre associazioni e movimenti presenti, qualche buon onorevole, soprattutto tra i liberi cittadini. Tutti diversi e perciò così uniti nella difesa dei diritti e nel chiedere una maggiore visibilità.
C’erano i bambini, in fila con il loro foglietto a quadretti: la frase sui diritti però la sanno a memoria, pronti a recitarla anche quando la pioggia sbiadirà l’inchiostro. Al microfono si leggono gli articoli della Costituzione, della Dichiarazione Universale, del Contratto di Servizio Rai. Gli effetti di contorno sono le storie dimenticate o poco note. Un gruppo di congolesi arrivati con 'Beati i Costruttori di Pace' prova a raccontarmi nei 30’’ secondi canonici ciò che sta accadendo nel proprio Paese: Colette denuncia il genocidio che viene perpetrato attraverso la violenza sistematica sulle donne; Pedro non risparmia neanche l’Onu e si scaglia contro i Paesi cosiddetti democratici che non esitano a violare i diritti umani per accaparrarsi le fantastiche risorse minerarie del Kivu...Sarebbe bello saperne di più, vedere in prima serata una “pillola” di almeno cinque minuti su quel che succede nelle porte accanto del Mondo. Sì, spalancare porte invece di aprire pacchi della fortuna o spiare dalla serratura del voyerismo mediatico. Incontriamo Padre Angelo Cavagna, alla sesta settimana di digiuno e preghiera. Si batte per una Finanziaria di Pace e Non Violenza. Ci mostra l’elenco degli altri “digiunatori” e la sua parrocchia, proprio accento alla Rai: un tempio, spiega, sorto dove i guerrieri romani si esercitavano alla guerra...Sarà come dice e comunque lo spunto è per ripassare i dati sulla cooperazione internazionale decisa in Finanziaria: 0,1% del Pil contro lo 0,7% concordato a livello internazionale.
La testata per cui lavoro ha aperto una finestra quotidiana sulla “crisi degli italiani”. Storie di chi quest’anno si limiterà a spendere 30 euro per regalo, e solo ai parenti più cari; di chi userà la tredicesima per pagare bollette e canone Rai; di chi comunque non rinuncerà a cellulare e automobile. Egoismo e solitudine.
Che, secondo il Fondo Monetario internazionale, i poveri siano aumentati di 100 milioni a causa della crisi interessa poco. Sono poveri che nessuno si sogna di invitare a consumare di più, poveri che impongono la parola solidarietà. (10/12/2008)