No alla parola 'clandestino'. Il gruppo di Fiesole con l'agenzia Dires
Pubblicato il: 11.11.2008
Il Gruppo di Fiesole condivide e si impegna a diffondere l’iniziativa presa dall’agenzia DIRES (frutto della collaborazione tra l’agenzia Dire-canale Welfare e l’agenzia Redattore Sociale) di eliminare dai suoi lanci le parole clandestino e extracomunitario. Al loro posto si sceglieranno di volta in volta i termini più adeguati come irregolare, migrante, immigrato, rifugiato, richiedente asilo, persona, cittadini, lavoratore, giovane, donna, uomo.
Una decisione coraggiosa e controtendenza, nata sulla scia di un appello contro il razzismo lanciato nei mesi scorsi da un gruppo di giornalisti. Una scelta nella direzione del rispetto della dignità delle persone straniere. Le parole sono i nostri strumenti di lavoro. E un loro uso improprio può contribuire a confondere le idee o peggio a rafforzare un clima di diffidenza, paura e ostilità nei confronti degli stranieri che arrivano o che vivono nel nostro paese.
Temi delicati e complessi come quelli dell’immigrazione, dell’asilo politico, della tratta non possono essere trattati con un linguaggio superficiale, scorretto e fuorviante. Occorre una sensibilità deontologica che privi di ogni ambiguità i termini che usiamo.