 Dopo 45 anni non si può che essere incisivi e innovativi. La riforma dell’Ordine dei giornalisti non è più eludibile, ma ritocchi parziali dettati da logiche autoreferenziali e corporative non sarebbero capiti dalla categoria e dalla società civile. Su accesso alla professione, strumenti sanzionatori, attività pubblicistica servono nuove regole improntate sui criteri di trasparenza e qualità. In queste settimane una bozza di riforma è all’esame dei Consiglieri nazionali e degli Ordini regionali, mentre il Consiglio Nazionale si riunirà in apposita sessione il prossimo 16 ottobre. Il Parlamento è chiamato a legiferare nell’interesse della garanzia di diritti generali e non di interessi particolari. La società civile deve poter dire la sua su una riforma condivisa. Da questa premessa ha preso il via “FARE ORDINE ”, l’evento-confronto organizzato dal Gruppo di Fiesole giovedì 9 Ottobre a Roma, presso la sala congressi dell'Unicef Italia. |